COUNSELING: OBIETTIVO BENESSERE E MIGLIORE QUALITA’ DI VITA







L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), agenzia istituita nel 1948 per far raggiungere in ogni parte del mondo il livello più alto di salute possibile, nel preambolo alla sua Costituzione cita la definizione di salute come “uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non semplicemente l'assenza di malattia o infermità.”[1]

Una tale definizione è assolutamente contemporanea e a pensarci oggi sembra essere stata a quel tempo quasi futuristica: non tanto per l’aspetto utopistico di poter essere in salute sempre e solo se in completo e totale benessere delle varie parti, ma piuttosto per la concezione olistica dell’individuo, per la direzione rivolta alla cura di sé e per la continua ricerca di equilibrio e di benessere che presuppone.

Salute come benessere fisico, mentale e sociale completo, e non semplice assenza di malattia.

Questa dichiarazione sancisce che occuparsi della propria salute è come un “lavoro” a tempo pieno che non può e non deve essere limitato al solo momento in cui siamo malati.

Occuparsi della propria salute significa occuparsi del proprio benessere che nella citazione dell’OMS tocca tre aspetti: quello fisico, mentale e sociale, ma che possiamo estendere anche a quelle “sotto aree” quali la dimensione emozionale e relazionale, nonché quella spirituale.

Ecco perché è bene occuparsi di sé e della propria SALUTE non solo quando ci sia una patologia in corso: se il nostro obiettivo è quello di essere in buona salute e di vivere in una dimensione di benessere è necessario prendersi cura dei diversi “stati” che ci riguardano cioè quello fisico, mentale e sociale.

Ed è qui, nell’ambito della salutogenesi, che si inserisce il Counselor per rispondere alle esigenze di un miglior benessere personale e sociale, nella continua ricerca di uno stato di buona salute.

Nella vita di tutti capita che ci siano situazioni e momenti difficili da affrontare: a volte possiamo ricondurre il nostro “stare male” a situazioni precise come relazioni insoddisfacenti, separazioni, problemi sul lavoro, malattie, lutti.

Altre volte può capitare che abbiamo un generale senso di insoddisfazione senza un apparente motivo e questo può rendere ancora più difficile cercare una soluzione al nostro malessere.

In questi momenti di vita non sempre le persone che ci sono vicine e che ci vogliono bene riescono ad aiutarci in modo efficace. Questo perché il coinvolgimento emotivo è forte e spesso succede che nei consigli di amici e persone care vengano proiettati desideri e bisogni che non hanno nulla a che fare con il nostro bisogno di ascolto e con ciò che ci sta succedendo in quel momento

Ecco perché la figura di un “professionista agevolatore nella relazione”: il Counselor,… perché come diceva C. Rogers, “…solo una persona può sapere se ciò che faccio è onesto, esatto, aperto e valido, e quella persona sono io”.

La relazione di Counseling diventa così “un luogo protetto” dove contattare le proprie emozioni, i propri bisogni e desideri attraverso le competenze di un professionista esperto, in modo da poter trovare la propria personale ed unica risoluzione della difficoltà.

Il Counselor non dà consigli come si potrebbe intuire dall’imprecisa traduzione letterale “consulente” (a volte non è possibile tradurre in modo appropriato e pertinente un termine straniero e lo si usa pertanto in lingua originale come in questo caso..), ma si adopera invece per costruire “un’alleanza” con il Cliente, cioè una relazione di qualità dove empatia, ascolto attivo e accettazione positiva e incondizionata sono le caratteristiche fondanti che permettono al Cliente di ascoltarsi e comprendersi.

Il Counseling può così aiutare persone psicologicamente sane e motivate al cambiamento a:

· chiarire pensieri e sentimenti quando si sentono confuse;

· ritrovare le risorse interne quando ci si sente sfiduciati;

· compiere le scelte con maggior sicurezza quando ci si sente indecisi ;

· affrontare con maggior coraggio le sfide della vita.

Le situazioni in cui può essere d’aiuto chiedere una consulenza di Counseling sono varie.

Ci possono essere problemi di comunicazione e relazioni difficili in famiglia, oppure nell’ambito lavorativo i disagi della crisi economica e non solo…anche “le banali” insoddisfazioni che restano nel tempo.

Si possono avere dubbi sul proprio rapporto di coppia, o avere difficoltà di relazione con amici di vecchia data.

Si può desiderare di cambiare qualche aspetto della propria vita, sentirsi bisognosi di essere ascoltati senza giudizio e accompagnati con la giusta distanza durante processo di cambiamento.

A volte poi si “deve” imparare a convivere con un lutto inaspettato o la malattia di una persona cara e si sente la necessità di “sfogarsi” senza preoccuparsi di essere giudicati come “fragili”.

E ancora…ci può essere il desiderio di conoscersi di più e di “crescere” cercando di realizzare al massimo le proprie potenzialità.

Queste sono alcune delle circostanze che possono incidere sulla qualità della nostra vita se non vengono affrontate nel momento stesso in cui ci si rende conto che c’è una difficoltà e un peso che facciamo fatica a gestire.

Prendersi cura di questi aspetti pesanti e difficili per cercare di trovare la propria soluzione fa si che queste dinamiche e “pesantezze” non si stabilizzino dentro di noi portando a uno stato di stress prolungato che poi sfocerebbe necessariamente nella malattia e quindi ad un intervento di tipo terapeutico e farmaceutico.

Il Counseling lavora perciò nell’ambito della prevenzione della patologia e per il mantenimento della salute.

I percorsi di Counseling hanno un tempo limitato e obiettivi precisi che si perseguono attraverso l’accoglienza e la competenza del Counselor e la motivazione e l’impegno del Cliente.

La relazione d’aiuto che si crea tra Counselor e Cliente è centrata sul rispetto e sul valore delle persone e nel rispetto del Codice Deontologico, le informazioni personali, i contenuti, come la relazione stessa tra Counselor e Cliente, sono legati al segreto professionale e al rispetto della privacy.


Elisabetta Vera novembre 2012

[1] Sito OMS www.who.int

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